| Spine e malelingue |
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Il 26 luglio 2006 é uscito in edicola il nuovo ed atteso cd degli Abash, gruppo che per questa seconda fatica discografica é stato prodotto da " RAI TRADE" e distribuito con il " QUOTIDIANO ", un operazione che permetterà agli Abash di far arrivare la propria musica in quasi tutto il territorio pugliese dove il gruppo é già apprezzato grazie all'intensa attività live Le canzoni: 1)il viaggio fantastico inizia dalle sponde albanesi ed e' il malinconico canto di una madre che guarda " al di là del mare ". Ballata mediterranea intrisa d'oriente. 2)"Spine e malelingue", etno-rock pizzicato dove un tamburello volutamente soffocato dall'elettricità dei suoni conferma la pizzica, pur così lontana, come prima ispirazione della psichedelia "Abash". Centrale il solo al jembé del percussionista Luciano Treggiari. 3)"Menhir " é la canzone del ricordo e della nostalgia, musicalmente costruita intorno al basso elettrico di Maurilio Gigante che oltre ad essere la seconda voce solista del gruppo é sopratutto l'autore e compositore di quasi tutte le canzoni di questo disco e del precedente. 4)"Storia te la cummare musceddha " é una travolgente cavalcata e narra le tristi vicende di uno sfortunato "Surgicchiu". Preziosi ricami virtuosistici di Luciano Toma alle tastiere e del chitarrista Daniele Stefàno. 5)In "Canto alle nuvole" prevale l'anima rock con la voce di Anna Rita Luceri che fra le stelle canta uno slogan, si spera, profetico. 6)“Maràn Athà” é sicuramente l'episodio più epico del disco. Una preghiera per la pace cantata in ebraico. Dolcissimo il canto di Anna Rita. 7)"Sulitariu" con testo dell'autore Gino Ingrosso, é introdotta dalle prove di suono del batterista Paolo Colazzo. Il momento più scanzonato. 8)L'unica cover é "Tammurriata nera" in versione progressive, inno alla musica partenopea. 9)"Esù vrechi cé vrontà" canta in griko, gli esorcismi contro il maltempo. Una dolce e suadente melodia e nel ritmo il sole del sud. 10)Anche in questo disco c'é la dedica ad Otranto. "Hydruntum", tutta strumentale é affidata al canto del piano. 11)Nel finale una "Taranta" molto Abash. Rock, progressive e un finale assolutamente psichedelico sostengono versi in libertà in onore della musica per la musica, l'arte che più di tutte scandisce il tempo di un'umanità e di una verità da ritrovare. Maurilio Gigante |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Marzo 2010 11:50 |